Ipertrofia prostatica benigna. Perche’ tanti disturbi?

ipertrofia-prostatica-4I sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna non sono legati all’aumento volumetrico della ghiandola ma anche ad alterazioni nella contrazione della componente muscolare (a livello del collo vescicale, zona in cui prostata e vescica sono direttamente a contatto).
Pertanto, i sintomi della patologia si possono distinguere in disturbi di tipo irritativo e di tipo ostruttivo.
I disturbi di tipo irritativo (o di riempimento) comprendono:
• il bisogno di urinare frequentemente durante la giornata, con emissione di scarse quantità di urine (pollachiuria);
• il bisogno di urinare frequentemente durante la notte, con conseguente diminuzione delle ore di sonno (pollachiuria notturna o, impropriamente, nicturia);
• la necessità improvvisa di urinare immediatamente (urgenza minzionale);
• dolore e il bruciore durante la minzione (stranguria).

I disturbi di tipo ostruttivo (o di svuotamento) comprendono:
• la difficoltà a iniziare la minzione, nonostante la presenza di un forte stimolo a urinare (esitazione minzionale);
• la diminuzione del flusso e della forza del getto di urine (mitto ipovalido);
• la sensazione di incompleto svuotamento vescicale al termine della minzione;
• la mancanza di un flusso continuo (mitto intermittente o minzione in due tempi).
• la fuoriuscita di alcune gocce di urina dopo aver urinaro (gocciolamento post-minzionale);

In prima battuta la terapia dell’ipertrofia prostatica è sempre medica cioè basata sulla somministrazione di medicine per bocca che hanno le proprietà di rilassare il collo vescicale (alfa-bloccanti) oppure decongestionare l’adenoma prostatico (fitoterapici come la serenoa repens oppure veri e propri farmaci come la finasteride o la dutasteride. Queste terapie sono generalmente efficaci con scarsi effetti collaterali (per lo più ipotensione, eiaculazione retrograda).
In caso la terapia medica non funzioni o non venga tollerata, è opportuno proporre un intervento chirurgico che generalmente può essere eseguito per via endoscopica, cioè passando attraverso il pene, con ottime percentuali di successo (TURP). Le nuove tecniche laser, inoltre, hanno recentemente permesso di estendere l’indicazione endoscopica anche a prostate grandi (di volume superiore a 50-60 mL). Oggi raramente una prostata viene operato attraverso un’incisione addominale anche se tale approccio può essere correttamente proposto in alcuni casi (prostate molto voluminose con aggetto endovescicale oppure in presenza di concomitante calcolosi o diverticolosi vescicale).