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  • #4473

    claudio
    Partecipante

    Buonasera dr. Gallo,
    Da appassionato di ciclismo volevo sapere se è vero che gli uomini amanti della bici siano maggiormente esposti a rischio di disturbi urogenitali quali prostatite e carcinoma prostatico.
    Cordiali saluti.
    Claudio m.

    #4474
    Gallo Fabrizio
    Gallo Fabrizio
    Keymaster

    In generale, non è corretto parlare di una chiara correlazione tra l’utilizzo della bicicletta e la comparsa di patologie a carico della prostata. Infatti, tra i ciclisti professionisti, che quotidianamente trascorrono anche cinque o più ore in sella, l’incidenza di problemi a carico della prostata è un evento decisamente molto raro. È abbastanza evidente come, nei soggetti di età superiore ai 45-50 anni, quelli cioè in cui l’incidenza di una ipertrofia prostatica benigna è più elevata, la comparsa di una qualche sintomatologia a carico di questo organo può essere associata all’utilizzo della bicicletta, ma quasi esclusivamente in situazioni in cui la prostata è già in qualche maniera sofferente, come per esempio nel caso di una prostatite, e magari in associazione a un utilizzo molto saltuario della bici e a una condizione di sovrappeso corporeo.
    Poichè non esiste prova di una relazione causale tra prostatite cronica e tumore, a maggior ragione non è giustificato, da parte del ciclista, temere un rischio maggiore di cancro prostatico. In conclusione, se non ha problemi urinari o sessuali, vada in bici tranquillo!

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